Come scegliere un compro oro

Nel corso della nostra esistenza, la necessità di un po’ di liquidità si può palesare in modo inaspettato, a causa dei maledetti imprevisti che occorrono ad ognuno di noi. In questi casi, le modalità per reperire il denaro necessario a far fronte agli stessi sono svariate: dal chiedere un piccolo aiuto ai propri affetti più cari (da dover ripagare, poi, non appena possibile) alla classica richiesta di un prestito presso gli istituti di credito/finanziarie che sono presenti lungo lo Stivale.

In quest’ultimo caso, però, non v’è alcuna certezza che la domanda inoltrata vada a buon fine. Inoltre, chiedere un finanziamento di importo contenuto è certamente oneroso, a causa di alcune spese fisse che incidono, percentualmente parlando, sul TAEG (acronimo di Tasso Annuo Effettivo Globale), l’indicatore più puntuale e preciso per stabilire l’effettivo costo del finanziamento.

Essere consapevoli della scelta fatta

Tra la richiesta d’aiuto ad amici o conoscenti e la possibilità di richiedere un finanziamento, si inserisce un’opzione estremamente sottovalutata, in grado di evitare alcun esborso economico: vendere un bene prezioso. Non è così raro disporre di un gioiello che non utilizziamo per svariate ragioni, riposto in un angolino di qualche cassetto dell’armadio all’interno della sua custodia.

Bene, quell’oggetto può rivelarsi la panacea dei nostri problemi di liquidità o evitare di utilizzare una parte dei propri risparmi, che possono essere destinati ad altre finalità. La vendita di un gioiello bagnato d’oro e di un’altra nobile lega può avvenire rivolgendosi ad un compro oro, rivelatesi degli autentici toccasana nel corso dell’ultimo decennio, periodo nel quale il potere d’acquisto degli italiani si è eroso in modo accentuato.

La scelta del professionista al quale rivolgersi dev’essere fatta nella massima consapevolezza, tenendo presente alcuni aspetti come l’affidabilità e il pieno rispetto della normativa vigente. Tra quelli con i maggiori feedback positivi in rete c’è mvsgioielli.it, che fornisce consulenza ed una prima valutazione del bene direttamente in rete, oltre ad essere presente sul territorio romano con due negozi che ben conoscono i cittadini capitolini.

I cosiddetti “feedback”, pur non essendo totalmente risolutivi, sono in grado di fornire un’ottima idea se quel determinato compro oro operi in maniera corretta e sia cortese con gli avventori. Se le recensioni sul web, piuttosto che il cosiddetto “passaparola”, sono ascrivibili ad un giudizio estremamente soggettivo, esistono altri parametri che sono oggettivi e difficilmente contestabili.

I fattori utili a comprendere la serietà del venditore

La serietà di un esercente passa, inevitabilmente, dal corretto rispetto della normativa in materia di compravendita di beni preziosi, sulla quale non si può certamente discutere e dev’essere rigorosamente osservata dal professionista. Quando si decide di rivolgersi ad un compro oro per ottenere una valutazione del proprio bene prezioso, è indispensabile che l’esercente, sia telematicamente che online, emetta un preventivo.

Quest’ultimo, deve comprendere alcuni dati imprescindibili come: caratura, peso, descrizione e valutazione del bene; quotazione del metallo oggetto di vendita nel giorno e ora in cui viene spiccato il preventivo; informativa sulla privacy; modalità di pagamento con la quale verrà conclusa, eventualmente, la vendita del bene prezioso.

L’ultimo fattore appena citato va adeguatamente approfondito, mettendo in chiaro quali siano le regole previste dal legislatore. Il pagamento in contanti, ad esempio, può essere erogato per un massimo settimanale di €.499,00: in tutti gli altri casi è indispensabile concludere la transazione commerciale con uno strumento di pagamento tracciato, come bonifico bancario, carta di credito o assegno bancario/circolare.

È utile sapere, infine, che un compro oro, per essere definito tale, deve essere iscritto all’Organismo Agenti e mediatori, unico ente che può rilasciare idonea certificazione e stabilire se quel determinato esercente possa essere effettivamente annoverato alla voce “professionisti del settore”.