VILLA CELIMONTANA

 

La Villa, una delle più curate di Roma, situata sul Colle del Celio, con ingresso da Piazza della Navicella, è conosciuta anche come Villa Mattei dal nome della famiglia che ne fu proprietaria dal 1553 al 1801.

La famiglia Mattei, nel 1553 acquistò la vigna, che ricopriva i fianchi della collina, trasformata in villa nel penultimo decennio del Cinquecento da Giacomo Del Duca, su commissione di Ciriaco Mattei, nelle forme del giardino all'italiana decorato da fontane, sculture antiche ed arricchito di marmi antichi, bassorilievi, palme e piante esotiche. Una cospicua parte delle sculture che ornavano la villa, furono vendute e costituirono il primo nucleo dei Musei Vaticani.

L'arredo più importante del giardino è l'obelisco donato nel 1582 a Ciriaco Mattei, composto di iscrizioni dedicatorie del faraone Ramses II. Nel Seicento furono create nuove fontane e si apportarono alcune modifiche; la villa subì però una radicale trasformazione nell'Ottocento: il principe Godoy, successivo proprietario, cambiò radicalmente l'assetto del giardino del nuovo stile "all'inglese". Ulteriori interventi furono compiuti dalle successive proprietà e, in particolare, vanno segnalati quelli di definitiva sistemazione del giardino in senso paesistico, compiuti tra il 1858 ed il 1861, durante la proprietà Leroux-Bauffremont, con tutta probabilità del giardiniere francese Pietro Charles. Ultimo proprietario fu il barone sassone Riccardo Hoffmann che detenne il complesso dal 1870 al 1915. Dopo il 1870 l'unico intervento degno di menzione è la costruzione di un'edicola-tempietto in forme gotiche voluta dal barone Hoffmann intorno al 1880.

Il tempietto rappresenta in ogni caso un pregevole esempio di contaminazione eclettica di un complesso di tradizione rinascimentale e barocca romana: se il monumento è adeguato al nuovo disegno del giardino, che aveva contraddetto la regolarità architettonica di quello creato dai Mattei permeandolo di una spiccata atmosfera romantica, sembra però distaccarsi completamente da quell'equilibrio tra paesaggio e antichità, tra il movimento del verde e la persistenza del forte senso prospettico degli antichi viali principali tuttora conservati. All'interno, protetta dalle volte a crociera del portico, un'absidiola centrale accoglie un'ara quadrangolare antica , decorata da aquile e bucrani angolari che sorreggono festoni frugiferi: su di essa era collocata una statua di S. Michele, oggi scomparsa.

In passato, Villa Celimontana veniva aperta al pubblico una volta l'anno, il Giovedì grasso, in occasione della visita alle Sette Chiese istituita da San Filippo Neri nel 1552. La villa costituiva una delle tappe del pellegrinaggio che si ricollegava all'antico uso di fare visita ai luoghi sacri del Cristianesimo: le tombe dei martiri e le principali basiliche. Nel 1925, la Villa fu confiscata dal Demanio dello Stato, che cedette il parco al Comune di Roma per adibirlo a giardino pubblico

 

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