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PERICLE FAZZINI A VILLA D'ESTE
Dal 20 Maggio al 30 Ottobre 2005 a Villa d'Este (Tivoli)... in mostra 77 sculture (dal gesso del 1928 dedicato al Ritratto del poeta Mario Rivosecchi, al Bozzetto per il monumento a San Francesco del 1981, mai realizzato) e 44 disegni che ripercorrono l'intero percorso creativo di Fazzini.
Pericle Fazzini nasce a Grottammare il 4 Mmaggio 1913, da una famiglia di abili artigiani intagliatori ed ebanisti. Il primo ad intuire il suo talento è Mario Rivosecchi, con il quale arriva a Roma nel 1929. Stringe subito amiciza con Alberto Ziveri. Del 1931 è la sua prima partecipazione a un concorso pubblico, quello di Catania per il monumento al Cardinale Dusmet, vinto ma non realizzato. Nel 1932, invece, con il bassorilievo Uscita dall'arca, partecipa al concorso per il Pensionato Artistico Nazionale che vincerà l'anno successivo ottenendo per due anni un mensile e l'uso di uno studio a Villa Caffarelli, sul Campidoglio. L'esordio è del Gennaio 1933, in una mostra a tre con Alberto Ziveri e Giuseppe Grassi, presso la galleria di Dario Sabatello. La mostra gli darà modo di ampliare le sue amicizie, da Libero De Libero a Giuseppe Ungaretti che gli farà conoscere Marguerite Caetani subito interessata al suo lavoro, tanto da inserirlo nel 1934 in una grande collettiva parigina dove il Ritratto di Anita viene acquistato dal Muséè Jeu de Paume.
L'anno dopo, alla "II Quadriennale d'Arte Nazionale", dove partecipa con i due altorilievi Danza e Tempesta, un premio segna il culmine del suo successo. Seguiranno, le partecipazioni alle Biennali (dove gli verrà assegnato, nel 1954, il primo premio per la scultura) e alle successive Quadriennali, alla mostra di "Corrente" (1939), le collaborazioni a "Primato", "Documento" e "Domus", l'acquisizione della "Danza" da parte di Curzio Malaparte che la colloca nella villa di Capri, la realizzazione del "Ragazzo con i gabbiani", iniziato allo scoppio della guerra, l'assegnazione del Premio Torino (1947) con "Anita in piedi", una scultura del 1939, la presenza nella prima mostra del "Fronte Nuovo delle Arti", accanto a Leoncillo e Vedova, la vittoria al "Premio Saint Vincent" del 1949 con la "Sibilla". Intanto, mostre personali (Ente Premi Roma, Roma, 1951; Alexander Jolas, New York, 1952; Galleri KB, Oslo, 1960; Kunsthalle, Darmstadt, 1961, etc.) e grandi assisi internazionali (Monaco, San Paolo del Brasile, Anversa, Parigi, Bordeaux, Tokyo, Chicago, ecc.) si susseguono senza interruzioni, intramezzate da impegni per opere monumentali, fino alla grande scultura della "Resurrezione in Vaticano", inaugurata da Paolo VI nel 1977. La grande antologica del 1984 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, accanto all'amico di sempre Alberto Ziveri, ripropone con chiarezza il suo contributo al rinnovamento della scultura contemporanea. Muore a Roma il 4 Dicembre 1987.
Info: 06 32650712 e www.delucaeditori.com |