CORPI SVELATI 1900-1950

Dal 5 Maggio al 25 Giugno 2005, alla Nuova Galleria Campo dei Fiori di Roma (Via di Monserrato 30)... "Corpi svelati. Il nudo a Roma da Sartorio a Pirandello". In mostra opere di A. Biagini, F. Carena, A. Cataldi, A. Dazzi, A. De Carolis, E. Drei, F. Ferrazzi, G. Guerrini, C. Innocenti, I. Mestrovic, A. Noci, F. Pirandello, A. Raphaël, G. A. Sartorio, A. Spadini, A. Terzi, F. Trombadori, A. Ziveri. Orari: tutti i giorni, ore 10-13 e 16-19 (chiuso Lunedì mattina e festivi). Ingresso libero. Info: 06 68804621.

In campo artistico, a Roma, il Novecento si apre con lo scandalo suscitato dalle statue delle Najadi, poste nel 1901 a decorare la fontana di piazza dell'Esedra. Realizzate da Mario Rutelli, le procaci sculture furono perfino oggetto di una interrogazione da parte di alcuni consiglieri comunali, perché giudicate "oltremodo sconce e scomposte" come "ciociare ubriache". Nel 1928 a sollevare la polemica è invece la fontana di piazza dei Quiriti, opera di Attilio Selva, accusato di aver riprodotto "quattro prostitute effigiate nella più indecente delle pose". Ma a questa data, il nudo femminile, che aveva trionfato nella Roma Liberty, è già in declino, sopraffatto dal revival del nudo virile, reintrodotto con i monumenti ai Caduti eretti nel dopoguerra, e culminato nella retorica della romanità celebrata nelle monumentali statue dello Stadio dei Marmi e poi dell'E42.

La mostra "Corpi svelati. Il nudo a Roma da Sartorio a Pirandello", curata da Lela Djokic e Flavia Matitti, con la collaborazione di Maja Titonel, si propone di offrire attraverso una ventina di opere, tra dipinti e sculture, una sintesi del diverso modo di percepire e raffigurare il nudo, a Roma, nella prima metà del Novecento, ossia dai tempi della Belle Epoque agli anni del Neorealismo, privilegiando comunque i primi decenni del secolo. L'esposizione riunisce alcuni importanti pezzi storici, tra i quali si segnalano due pannelli superstiti del fregio realizzato da Giulio Aristide Sartorio per decorare la Sala del Lazio alla Biennale di Venezia del 1903 e la scultura in bronzo della Bagnante di Alfredo Biagini, che arredava la Sala Etrusca della Quirinetta, il ritrovo mondano progettato da Marcello Piacentini e inaugurato nel 1927. Altra particolarità è quella di presentare l'opera pittorica di due noti scultori: Ercole Drei con il quadro Conchiglia, esposto nel 1934 alla IV Sindacale Romana e Arturo Dazzi con il grande dipinto intitolato Estate, presentato nel 1935 alla II Quadriennale, e da allora mai più esposto. Documentano inoltre il gusto simbolista e liberty un olio di Adolfo De Carolis, e le sculture in bronzo di Amleto Cataldi e Ivan Mestrovic, mentre il Divisionismo romano palpita nei nudi femminili di Arturo Noci, Camillo Innocenti, Aleardo Terzi e Ferruccio Ferrazzi. Il ritorno all'ordine, dopo la Grande Guerra, è rappresentato da un disegno monumentale del pittore "Neoclassico" Francesco Trombadori. Al clima del Novecento sono riconducibili i nudi dipinti da Felice Carena e Giovanni Guerrini, mentre Armando Spadini sta a sé con un bozzetto per la Bagnante. Testimoniano infine il maturare di una nuova temperie culturale, all'insegna dell'espressionismo e del realismo, l'olio di Alberto Ziveri e la terracotta di Antonietta Raphaël. Concludono idealmente e cronologicamente il percorso espositivo due dipinti di Fausto Pirandello.

Accompagna la mostra il catalogo curato da Flavia Matitti, contenente un saggio introduttivo e le schede delle opere, edito nella collana Nuova Galleria Campo dei Fiori diretta da Lela Djokic.

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