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E' TEMPO DI BIKINI!
Gli albori: il "2 pezzi" esisteva già durante il periodo imperiale romano (I-II secolo d.C.), ma non stare al mare, ma per danza, atletica, ginnastica. Nel 1870, le donne facevano il bagno in pubblico completamente vestite, indossando multistrati di gonne fino ai piedi e con i capelli raccolti in una cuffia. Agli inizi del '900, si cominciano a scoprire braccia e polpacci. Negli anni '20 nasce il pantaloncino, che subito dopo tende ad accorciarsi sempre più. FIno alla rivoluzione degli anni '30, determinata dal tessuto elasticizzato. Il capo continua ad accorciarsi, il pezzo unico tende a separarsi... e nel 1939 appare il primo vero due pezzi, con tanto di ombelico coperto.
Nel 1946, quando lo stilista francese Louis Réard lo pre-inventa nella sua collezione di costumi da bagno. Dello stesso anno, l'esperimento nucleare Usa nel Pacifico (Atollo Bikini, Isole Marshall). E lo scalpore atomico di due eventi così differenti causò la denominazione odierna. Ombelico scoperto, per un capo (data l'epoca) assolutamente succinto. Miss Italia 1947: la sfilata delle miss è in due pezzi. Nel '53 scompaiono per la prima volta le bretelline; nel '56 il tanga di Anita Ekberg ad Ostia fu d'arresto. Ma l'implosione della quantità di tessuto non si ferma: degli anni '60 il primo monokini. Poi il '68... E negli anni '70, durante un ballo in maschera sulla spiaggia di Ipanema, una ragazza brasiliana intenta a farsi notare fa a pezzi il proprio costume... ed inventa il tanga... |